Giovedì 25 giugno 2026, presso l’Hotel Park Palace, il Rotary Club Firenze Lorenzo il Magnifico ha dedicato un caminetto alla memoria del Prof. Dott. Pier Luigi Duvina, illustre socio del Club, nell’approssimarsi del primo anniversario della sua scomparsa, avvenuta a Firenze il 26 luglio 2025.
Una serata intensa e partecipata, costruita attraverso ricordi, testimonianze e parole di affetto, alla presenza dei figli Giovanni, Marco, Cecilia e Lucia, che hanno condiviso con i soci del Club il ricordo del padre, uomo di grande cultura, medico stimato e figura profondamente legata alla comunità fiorentina.
Il Prof. Duvina è stato un insigne pediatra, ex primario dell’Ospedale Meyer e dell’Ospedale di Torregalli, medico di riferimento per generazioni di famiglie fiorentine. La sua lunga carriera, iniziata alla fine degli anni Cinquanta, rappresenta un esempio di come la medicina possa essere vissuta come vocazione, servizio e responsabilità verso gli altri. Specializzato in pediatria, cardiologia, reumatologia, pneumologia e tisiologia, fu precursore negli studi scientifici legati alla coagulazione e all’immunoematologia pediatrica, contribuendo in modo significativo alla storia della medicina fiorentina.
Nel corso dell’evento sono emerse con forza non solo la statura professionale del medico, ma anche la sua dimensione umana, la curiosità intellettuale, l’amore per la famiglia e il profondo senso delle istituzioni.
Particolarmente significativo è stato l’intervento del Prof. Giovanni Cipriani, che ha tracciato un ritratto ampio e appassionato di Duvina, ricordandolo come medico innovatore e artefice di terapie che hanno segnato la medicina fiorentina contemporanea. Ma accanto allo scienziato ha voluto ricordare anche l’uomo di cultura, il conversatore amabile, il conoscitore d’arte, appassionato di storia, di Risorgimento, di Macchiaioli e di quel mondo ottocentesco nel quale ritrovava radici, valori e insegnamenti. Una figura, ha sottolineato, capace di lasciare una straordinaria eredità scientifica, culturale e morale.
Anche il nostro Presidente Giovanni Gandolfo ha condiviso un personale ricordo rotariano, parlando del rapporto di stima e amicizia nato con Duvina. Un rapporto alimentato dal comune interesse per la storia, per la politica e per il confronto sulle idee. Gandolfo ha ricordato in lui un amico e un punto di riferimento, una persona con cui dialogare nei diversi momenti della propria esperienza umana e professionale.
Numerose sono state le testimonianze degli amici e dei soci. L’amico Pietro Lombardi ne ha ricordato la raffinatezza, l’amicizia sincera e la grandezza morale, sottolineando il legame consolidato negli anni e l’affetto che lo circondava. Massimo Cocchi ne ha sottolineato il tratto affabile, genuino e schietto, la molteplicità degli interessi e il ruolo di figura tra le più rappresentative del Club. Marco Casini ha ricordato la profonda amicizia tra le rispettive famiglie e la capacità di Duvina di vivere con autorevolezza valori profondi, anche quando non coincidevano con il pensiero dominante, testimoniandoli come un prezioso servizio alle generazioni future.
Accanto alla professione medica, Duvina coltivò con passione gli studi storici, in particolare quelli legati al Risorgimento e alla monarchia italiana. Convinto monarchico, fu presidente della Consulta dei Senatori del Regno. Come ha sottolineato anche il prof. Walter Rossi i numerosi riconoscimenti ricevuti si ricordano il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Cavaliere dell’Ordine di Savoia e Senatore Accademico dello Studium – Accademia di Casale e del Monferrato. A guidarlo per tutta la vita fu il motto “Il buono non deve aver paura di essere forte”: un pensiero che ben sintetizza il suo carattere, il rigore morale e la fermezza con cui seppe vivere le proprie convinzioni.
Commovente anche il ricordo dei figli. Giovanni ha letto alcune parole del padre, quasi un messaggio spirituale e familiare, nel quale emergevano l’amore per i figli, il senso della vita come cammino da vivere e affrontare con coraggio, e quella presenza affettuosa che continua oltre l’assenza. Ha ricordato anche il lato più giocoso del padre richiamando i versi di Giuseppe Giusti nei quali Duvina amava riconoscersi, in particolare quel “non mutò bandiera” che sembra racchiudere la sua fedeltà a se stesso e ai propri valori.
Lucia ha sottolineato il senso profondo di famiglia respirato nella propria casa, fatto di lealtà, sincerità e sacrificio. Marco ha poi restituito un’immagine viva e familiare del padre, ricordandone l’ironia, la vitalità e le passioni sterminate: la medicina, la storia, la religione, l’arte e il collezionismo. Attraverso alcune fotografie, ha voluto mostrare anche l’anima più intima di un padre capace di trasmettere ai figli bellezza e senso del dovere.
Nel corso della serata è stato ricordato anche il legame di Duvina con il Rotary, coronato dal conferimento del Paul Harris Fellow, la più alta onorificenza rotariana, riconoscimento del suo impegno concreto a favore della comunità. Il Presidente Gandolfo ha inoltre consegnato ai figli il riconoscimento di socio onorario da parte del Club, che avrebbe dovuto essere attribuito al Professore nel 2025.
Un incontro che ha restituito il ritratto di un uomo poliedrico, colto, generoso e coerente: un medico, uno studioso, un padre, un amico e un rotariano capace di lasciare un segno profondo nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e che continua a rappresentare un esempio di fedeltà ai propri valori.
La serata è stata inoltre impreziosita dall’accompagnamento musicale dell’arpista Elena Gaia Maria Castini, che con la delicatezza delle sue esecuzioni ha contribuito a creare un’atmosfera raccolta, elegante e profondamente partecipe.


























Add Comment