Aiutateci a casa nostra, l’appello che Francesca rivolge alle istituzioni.

In ricordo di Vittorio, il babbo scomparso da due mesi,  amico carissimo,  già  Consigliere del Quartiere Uno centro storico di Firenze dal 1995/99  e,  nell’annata 1999/2000,  Presidente del Rotary club  già Bisenzio poi Bisenzio Firenze , oggi Lorenzo il Magnifico.

“Fu un anno impegnativo e denso di services anche perché l’entusiasmo e la voglia di fare erano molto sentiti. Ricordo l’impegno profuso nella continuazione del servizio ambulatoriale per i cinesi della piana di Campi”

Francesca Livia Mangani Camilli

28 giugno alle ore 04:18

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Il mio post ha ottenuto un numero di visualizzazioni e di condivisioni che mi ha – forse ingenuamente – colta di sorpresa.

Avendo, altrettanto ingenuamente, impostato la privacy di questo post come “pubblica”, le condivisioni e i commenti sono in larga parte opera di persone che io non conosco.

Vorrei dissociarmi da quanti in queste ore hanno scritto e continueranno a scrivere sotto il mio post insulti razzisti e parole d’odio, perché io non l’ho mai fatto e non inizierò certo a farlo ora.

Vorrei che venisse evitata ogni possibile strumentalizzazione politica della terribile violenza che ha subìto mia madre.

Non ne abbiamo bisogno, non era mia intenzione dare inizio ad una caccia alle streghe, vorrei solo ribadire la comprensibile richiesta di sicurezza e legalità.

******EDIT****** 15:20

A mezzanotte Francesca viene svegliata da una telefonata.

Polizia e  118,  sono  casa di Aurora, la mamma,  rapinata aggredita e malmenata da due zingari  (come lei ritiene dall’idioma che le sembra di avere riconosciuto, ndr) – ” mi perdonerete la rinuncia al politically correct”.

La madre  vive sola e quando è andata a dormire si è chiusa a chiave in camera, come ogni sera.  Sola da quando Vittorio,  un carissimo amico, disabile da tempo  per una palotogia degenerativa, è mancato. Due mesi fa. In tutti questi anni Aurora si è prodigata per il marito rinunciando a una vita per se stessa.

I due delinquenti hanno divelto la porta del terrazzo arrampicandosi dalla grondaia del cortile.   Aurora si è svegliata, ha avuto solo il tempo di chiedere: “Chi è?”, sedersi sul letto e prendere il telefono . Ma hanno  sfondato la  porta a calci, uno si è avventato su di lei,  le ha chiuso a bocca con la mano con un guanto ruvido dopo aver scaraventato  il cellulare con cui  stava cercando di chiamare il 112, l’ha immobilizzata sul letto tenendole una mano sulla bocca e un cuscino sulla faccia, mentre l’altro rovistava nei cassetti.

Aurora è stata accompagnata   in ospedale, mentre Francesca aspettava  la squadra della Scientifica. Anche se  i ladri  erano  muniti di guanti.

A Firenze, sostiene Francesca, un problema di legalità legato alla presenza dei rom esiste, ed è innegabile.  In concomitanza,  poi, a una manifestazione  per dire no al razzismo  poco prima del  drammatico evento. Questo ha   inevitabilmente indotto  a un’associazione,  di carattere  emotivo.  Ma Francesca assicura, rivolta ai “governanti”,  che per le persone perbene come  quelle della sua famiglia,   il problema non è l’etnia ,  ma è il rispetto delle leggi. Da parte di tutti.

“Non le decine di migliaia di euro di danni, ma il terrore di una voce dall’accento straniero che ti chiede: “Dimmi dov’è la cassaforte.” mentre il peso del suo corpo ti schiaccia contro il materasso e il cuscino che hai premuto sulla faccia ti impedisce di respirare”.

Non i soldi che hanno rubato dal portafogli, ma l’orologio d’oro appartenuto  a Vittorio , e prima di lui al nonno e al padre del  nonno,  conservato come una reliquia, perché è una delle poche cose che le rimangono di Vittorio.

“Si sono presi un pezzo della nostra vita, della nostra intimità, si sono presi la certezza di essere al sicuro in casa nostra”.

“Solo gli ori però.  Nè perle nè argenti” Indicazione  importante per  l’Antirapina del dirigente Gallo verso una specifica   possibile pista investigativa. Secondo alcuni, infatti perle e argenti portano male. Per questo evitano accuratamente di rubarli.

Ai nostri governanti, al Sindaco Nardella, al Governatore Rossi chiede: “Aiutateci a casa nostra.”  Anche  se,  in primis, Prefetto e Questore sono chiamati a rispondere della sicurezza dei cittadini. Dunque no  al razzismo si al rigore e al rispetto delle  leggi e delle regole di convivenza civile. Per tutti. E soprattutto non sottovalutare la percezione di insicurezza della gente e non averne paura.

Aiutateci a casa nostra 2

Il giorno seguente  il Sindaco Nardella con alcuni collaboratori tra cui l’Assessore Gianassi,  ha portato il suo sostegno a Aurora e alla famiglia, esprimendo  solidarietà e vicinanza a titolo personale e a nome di tutta l’amministrazione.

Francesca ribadisce che la legalità e la sicurezza  e la certezza della pena sono temi importanti sui quali è necessario che le istituzioni diano risposte convinte e ferme.

Ringrazia inoltre le  forze dell’ordine per il lavoro costante che svolgono a tutela dell’incolumità dei cittadini  e che “devono essere messe in condizione di operare nel modo migliore possibile: servono più uomini, più pattuglie, più controllo per le strade della nostra città”.

Tema affrontato anche con il Sindaco che, pur non avendo competenze in merito, ha  assicurato che    l’amministrazione comunale farà tutto quanto è in suo potere  affinchè i cittadini possano sentirsi più sicuri nelle loro case.

“Grazie ancora al Sindaco Nardella, da parte di mia madre e di tutta la nostra famiglia: il mio appello è stato raccolto, la mia richiesta di tutele è stata ascoltata, e sono certa che il suo impegno nel garantire la sicurezza dei suoi concittadini sarà costante e porterà ai risultati che noi tutti ci aspettiamo”.

Carla Ceretelli

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