Una serata di festa per la Città di Firenze, ma anche per il Rotary che nella giornata del 26 luglio rinnova il suo impegno in favore delle comunità e nella tutela della cultura e della tradizione.

Raccontiamo ora un po’ di storia e di come il Rotary è diventato parte integrante di essa.
Firenze, 26 luglio 1343, nel giorno della festa di Sant’Anna, avvenne la cacciata del tiranno Gualtieri VI di Brienne, Duca d’Atene. Dopo mesi di malgoverno la città tutta, assediando il Palazzo dei Signori mise in fuga Gualtieri che riuscì a fuggire. La rivolta fu narrata in dettaglio nei libri delle Istorie Fiorentine di Niccolò Machiavelli. Subito dopo la cacciata, i fiorentini commissionarono il celebre affresco (attribuito all’Orcagna) conservato ancora oggi in in Palazzo Vecchio per celebrare la riconquista della libertà fiorentina. Sant’Anna fu eletta protettrice della libertà cittadina e la festa divenne un appuntamento fisso del calendario. E’ bene poi ricordare che Sant’Anna, con San Giovanni è anche compatrona della Città.
Le celebrazioni dell’evento, con il corteo storico, per la Festa di Sant’Anna a Firenze iniziarono nel XIV secolo (subito dopo il 1343), con la soppressione poi nel Cinquecento voluta dai Medici divenuti una dinastia Ducale e poi Granducale.
Il ritorno alla tradizione moderna, con la sfilata in costume, è stata ripristinata nel 1998 ad opera del Rotary Club Firenze Lorenzo il Magnifico (allora Firenze – Bisenzio) che avviò i contatti con le Istituzioni per far rivivere l’antica festa che ancora oggi si celebra con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina che arriva fino a Orsanmichele per terminare nella Chiesa di San Carlo dei Lombardi.
Questa la necessaria premessa per far comprendere da una parte la storia che ci porta a ricordare questo evento così caro alla Città, ma anche il valore della tradizione che il Rotary è riuscito a riesumare offrendo in tal modo testimonianza concreta del suo operare recuperando una festa carica di valore civile di riacquistata libertà da un tiranno, della quale era rimasto solo il significato religioso e iconoclastico.
Una tradizione che abbiamo detto si rinnova oramai dal 1998 con il Club ispiratore Lorenzo il Magnifico che ha dato i natali anche ad un Club satellite, il Rotary Club Bisenzio Le Signe. Negli anni alla manifestazione hanno aderito altri Rotary Club fiorentini dando così maggiore visibilità anche il tutto il Distretto. Quest’anno si sono uniti il Rotary Club Scandicci, il Rotary Club Fiesole, il Rotary Club Firenze Ovest, il Rotary Club Sesto Michelangelo oltre al Rotary Club Bisenzio Le Signe sempre a fianco dell’evento sin dalla sua fondazione nel 2016.
Quest’anno alla Festa di Sant’Anna, che unisce il valore della ricorrenza storica e civile alla tradizione religiosa, era presente il Governatore del Distretto Rotary 2071, Alberto Papini e l’Assistente Ilaria Iacarelli, ed il Governatore nominato Pier Augusto Germani. Fra le autorità civili Letizia Perini, Assessore, in rappresentanza del Comune di Firenze, il Sindaco Giampiero Fossi del Comune di Signa e l’Assessore Massimo Galli in rappresentanza del Comune di Lastra. Fra le autorità religiose Mons. Vasco Giuliani presbitero diocesano, canonico di Santa Maria del Fiore e rettore della Chiesa di San Carlo e Orsanmichele.
La presenza dei due rappresentanti delle Signe è stata spiegata da Giuseppe Santo, Presidente del Rotary Club Lorenzo il Magnifico che ha ricordato la ricerca storica che il Club ha a suo tempo commissionato per comprendere perché proprio questa Santa fosse stata scelta come Patrona di Ponte a Signa, (ricerca affidata alla Prof.ssa Maria Grazia Ciardi Duprè Dal Poggetto, che affidò lo studio alla sua allieva Dott.ssa Anita Valentini). Da questa emerse che nell’antica torre di controllo a difesa del guado di Ponte a Signa i soldati fiorentini festeggiarono la fine della tirannia e la liberazione di Firenze. Ricerca che ha consentito, come abbiamo detto, il recupero della tradizione anche nella Città di Firenze, dopo l’oblio mediceo, mentre a Ponte a Signa si è continuato a celebrare il festeggiamento dell’evento anche dopo 683 anni questa ricorrenza.
Questa giornata di festa per i rotariani, e per gli amici che si sono uniti per onorarla, ha avuto un felice inizio con un altro tour nella storia e nella tradizione: la visita del Palagio di Parte Guelfa, un edificio solitamente non aperto al pubblico, e che ci ha consentito di comprendere più da vicino quel pezzetto di tradizione che lega la Città al Corteo della Repubblica Fiorentina e al Calcio storico fiorentino. Guida autorevole Filippo Giovannelli, Direttore del Corteo storico della Repubblica fiorentina e del Calcio storico che ha illustrato il Palazzo che ospita queste istituzioni cittadine, nonché la storia ed il patrimonio culturale e monumentale che vi è custodito.
Abbiamo così potuto visitare le varie sale che compongono l’edificio, fra abiti e armature, stemmi e drappeggi: la sala del Caminetto, quella dei Gigli, quella dei Drappeggi, quella del Brunelleschi, la sala dei Capitani. E le opere lasciate da grandi artisti fiorentini, Brunelleschi, Vasari, Luca della Robbia. Qui vi è però anche un po’ di Rotary, come ha ricordato Giuseppe Santo, negli anni infatti il Club ha contributo con vari service al restauro di costumi ed armature del Corteo storico. Come nel 2025 l’armatura denominata “Yank” 1944, pubblicata nella rivista “YANK – The Army Weekli” del 1° dicembre 1944” dove nella foto di copertina si vede il primo piano di un “Sergente degli Otto di Guardia” in conversazione con due militari delle truppe alleate. Questa armatura restaurata è stata esposta ad aprile a Bruxelles nella sede operativa del Parlamento Europeo.
Un ricordo è stato portato anche da Raimondo Perodi Ginanni, Presidente del Rotary Club Bisenzio le Signe, che ha rammentato come in questo Palazzo nel 2012, durante la sua Presidenza dell’allora Club Firenze Bisenzio, venne celebrato il quindicennale del Club con la consegna delle targhe ai Soci fondatori, due dei quali presenti ancora oggi a questo evento, Chiara Bendinelli e Massimo Cocchi. E se Filippo Giovannelli ha ringraziato il Rotary Club Lorenzo il Magnifico di questa costante e fattiva presenza, Giuseppe ha ribadito come sia nelle corde e nella missione del Rotary contribuire alla conservazione di questo patrimonio culturale di Firenze con azioni di interesse pubblico che coniugano il concetto di “servire”, che sta alla base dello spirito rotariano, con la concretezza del fare. Infatti, nel 2024 il Ministero della Cultura ha dichiarato il Corteo e il Calcio Storico beni culturali e parte del patrimonio immateriale della città.
La serata è poi iniziata alle 20.30 in Piazza della Signoria, dove i soci e le autorità civili si sono radunati presso l’Arengario di Palazzo Vecchio in attesa dell’arrivo del Corteo Storico.

L’arrivo in Piazza del Corteo è stato preceduto dal suono dei tamburi, l’arrivo dei colorati costumi storici dei figuranti, gli sbandieratori ed il suono delle chiarine. E’ stato un bellissimo spettacolo per gli occhi e per le orecchie: costumi e bandiere che riproducono fedelmente quelli dell’epoca ed il pensiero viene subito catturato da momenti che riportano alla mente la storia millenaria di una città e di un popolo che sono stati la culla dell’umanesimo e del rinascimento.
Emozione e senso di appartenenza sono i sentimenti che hanno pervaso il nostro stato d’animo durante la partecipazione ai festeggiamenti. Una festa che ancora una volta ci ha fatto comprendere quanto i valori di libertà e democrazia siano fondamentali in una società civile che si possa definire come tale. Lo sguardo al passato permette di comprendere meglio il presente e guardare con fiducia al futuro.

Il corteo si è poi mosso, preceduto dagli stendardi dei Rotary Club partecipanti, attraversando il centro verso Piazza Duomo, dove ha fatto nuovamente sosta, contornato da ali festanti di curiosi e turisti; qui gli sbandieratori hanno nuovamente dato prova delle loro abilità.

Il Corteo ha poi fatto ritorno diretto alla Chiesa di San Carlo, dove è stato accolto da Mons. Giuliani che ha dato il via alla cerimonia di chiusura.
Mons. Giuliani si è intrattenuto sulla memoria dell’evento che oggi si celebra e dei due edifici religiosi che fanno da cornice a questa ricorrenza per poi soffermarsi sulla figura di Sant’Anna e di San Gioacchino, genitori della Vergine Maria e nonni terreni di Gesù. Ha parlato poi del valore della libertà che si celebra in questa giornata e dell’orgoglio dei valori della tradizione di cui siamo eredi.
Sono poi intervenuti in sequenza: il Governatore del Distretto Rotary 2071, Alberto Papini che, riprendendo il tema dei valori rammentati da Mons Giuliani, ha ricordato come il Rotary nella sua missione metta a disposizione i valori che lo contraddistinguono: integrità, diversità, servizio, leadership e amicizia per rendere così testimonianza di un impegno verso gli altri “di cui dobbiamo essere orgogliosi”. In particolare si è soffermato sul valore dell’amicizia e del rispetto, motori di manifestazioni come quella trascorsa per cui ha ringraziato il Club organizzatore ed i Presidenti degli altri Club partecipanti concludendo “sentirvi vicini è qualcosa che riempie il cuore”.
E’ poi intervenuta l’Assessore del Comune di Firenze Letizia Perini, sottolineando di aver partecipato già a tre edizioni della manifestazione e di aver maturato come questa sia una festa di popolo che parla di libertà, quella libertà “che sta alla base della nostra democrazia”. E che la figura materna, ed umana, rappresentata da Sant’Anna possa aiutare quale esempio di bontà e di altruismo chi ha ruoli civili nella società, generando così un rapporto di fiducia reciproca che sta alla base di una comunità.
Sono poi intervenuti il Sindaco di Signa, Giampiero Fossi e l’Assessore del Comune d Lastra, Massimo Galli. Entrambi hanno sottolineato come il difficile momento storico, scosso da guerre e conflitti, ci riporti necessariamente alla necessità di riaffermare i valori delle nostre tradizioni quale messaggio di speranza, di pace e bellezza di una comunità che si fonda all’attaccamento alla terra ed ai valori della solidarietà e della carità, così come San Carlo, titolare della Chiesa ospitante, rappresenta la santità della normalità.
Ha concluso Giuseppe Santo, Presidente del Lorenzo il Magnifico, raccontando le varie tappe dell’impegno rotariano di questi anni verso la Città e queste manifestazioni, in particolare, hs dichiarato in chiusura: “La storia di Firenze, il patrimonio artistico e culturale, l’umanesimo e quindi il patrimonio umanitario delle sue più antiche istituzioni (in tutta Europa), alcune ancora esistenti ed operanti, hanno dato un contributo unico all’avanzamento della civilizzazione europea; dobbiamo contribuire tutti con le Istituzioni e le Amministrazioni a dare un futuro a Firenze!”
Ha poi pronunziato infine il “Viva Fiorenza” il tradizionale grido di saluto che viene pronunciato a gran voce dal Capitano e dai figuranti del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina in segno di omaggio alla città. E, come Rotary siamo sicuri, di partecipare alle future sfide che ci vedranno attori in prima persona, a fianco dei più deboli e a sostegno della comunità.
La sacralità della benedizione di Mons Giuliani e la preghiera di rito è stata il suono della nostra campana per questa sera.







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