Stefano Sacchetti- Presidente 2010-2011

Era l’estate del 2010, tutta noi eravamo interessati ai primi imminenti mondiali di calcio giocati per la prima volta in terra d’Africa. Anche io mi apprestavo a scendere in campo. Stavo per ricevere il testimone di Presidente del nostro sodalizio da Alessandro. Già lo vedevo arrancare sul rettilineo, stancato da un anno di fatiche rotariane e da non pochi grattacapi procuratogli da alcuni di noi sempre più riottosi. Avevo già iniziato a muovere i primi passi per prendere corsa ed adeguarmi all’andatura del mio compagno di batteria come deve fare un buon staffettista… che ecco arrivare l’imprevedibile!

Alcuni di noi, preferiscono lasciare il nostro sodalizio perché chiamati dal più alto destino rotariano del momento! Quello di costituire un nuovo Club! Questo era il grido del vento dell’Illinois! Diffondere il verbo rotariano in ogni dove, attraverso lo spuntare di bandierine in qua e in là, fi no a tappezzare l’intera cartina geografica!

Vivemmo quella notizia come funesta da miopi quali eravamo. Non avevamo capito niente del futuro prossimo che si stava abbattendo sull’universo del Rotary. Nuove visioni, nuove prospettive e nuove cose si preparavano all’orizzonte. Ben presto avremmo capito che quella non era una scissione ma bensì una gemmazione. Il Board del Rotary International aveva voluto applicare su di noi una regola botanica semplice quanto effi cacie. L’azione rotariana se ben condotta e praticata nei singoli Club, rilascia spore e polline che inevitabilmente faranno spuntare altri Club. Come accade alle margherite a primavera o ai funghi dopo un violento acquazzone. Mancava a tutto ciò la necessaria azione del vento per il compimento del miracolo della natura e a questo provvide appunto il vento dell’Illinois.

Ma queste mie righe non sono per il Rotary International, queste sono per ringraziare tutti voi che non vi faceste scuotere dal vento dell’Illinois. Siete rimasti con me e insieme abbiamo fatto il giro di campo che competeva prima di passare il testimone a Raimondo. Un grazie come prima cosa, ai ragazzi del Rotaract che al suono della vuvuzela, giusto appunto sudafricana, salutarono il mio debutto da Presidente sottolineando così la loro vicinanza. Un grazie a tutti coloro che non avendomi votato come Presidente hanno poi rispettato il mio ruolo, anzi risultando i più attivi e disponibili. Un grazie speciale a tutti i nostri sodali di ieri che hanno poi lasciato il Rotary ma mai la mia amicizia.

Per ultimo, un plauso a tutti voi rotariani di vecchia e di nuova appartenenza al nostro Club. Questa volta un vento minore, che spirava da Sud, rischiava di scuotere e far cadere le poche foglie rimaste. Ma queste erano le più salde, le più motivate e le più attente. Esse erano memori del vento dell’Illinois… Non si sono perse di animo, hanno fatto quel che i nuovi messia propugnano oramai da tempo! Gemmazione, gemmazione, gemmazione creando nuovi frutti i quali daranno in futuro nuove piante e cosi via…

Da questa fatica, tenace, caparbia e astuta, abbiamo ottenuto il nostro massimo! Siamo rimasti uniti ora come ai tempi che mi videro Presidente ed il vento è stato per noi poco più di una brezza. Ora con questa brezza a noi favorevole che vorremmo tramutare in vento impetuoso prepariamoci ad un altro MAGNIFICO giro di campo!
Lunga vita al Rotary (Bisenzio) Lorenzo il Magnifico!

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