La Tesoriera di Rino Ambrosini – Presidente 2007-2008

Tutto iniziò (quasi) come nelle favole. Perché poi, in effetti, di un anno da favola si trattò. Correva l’anno 2006 ed in quell’anno iniziarono i preparativi per l’annata rotariana 2007/ 2008, il cui Presidente prescelto fu il baffuto e burbero colonnello Gennaro Ambrosini; un “gigante buono” a noi tutti universalmente noto col nomignolo di “RINO”. Tutto ebbe inizio, a Castel di Poggio, in un freddo pomeriggio autunnale. Era usanza del Club che, una volta individuata la “squadra”, il Presidente Incoming la riunisse preliminarmente e che affi dasse ad ognuno le cariche del Consiglio Direttivo. Com’è ovvio immaginare la carica di “Tesoriere del Club” non era fra le più ambite, anche perché tale carica, per la prima volta dalla costituzione del Club, veniva affi data a un socio diverso da quello che fi no ad allora (e per tantissimi anni) aveva magistralmente svolto l’incarico. Fu così che, una volta “riempite” tutte le caselle, non essendoci “pretendenti al trono”, il Presidente mi chiese, con supplichevole cortesia, di assumere quell’incarico; cosa che feci, tuttavia, con gradimento.

Val forse la pena ricordare che il 2008 fu l’anno di inizio della crisi economica che ancor oggi attanaglia il nostro povero Paese. La crisi, quindi, già aleggiava e le risorse non largheggiavano. Riuscire a tenere in mani ben salde le sorti economiche del Club non fu cosa semplice. Molti soci si erano dimessi e molti paventavano di farlo. Molti di coloro che erano andati via, poi, avevano lasciato da pagare qualche conticino… Non nascondo che avevo un certo timore, timore di “buchi” di cui, di tanto in tanto si favoleggiava e di cui, più che altro, si faceva chiacchiericcio. Non accadde nulla di tutto questo! L’annata ebbe inizio.

Il Presidente non volle assumersi altri oneri che non fossero quelli dei cosiddetti crediti inesigibili derivanti da quei soci che, come detto, erano andati via lasciando un debito al Club. Con alcuni di detti ex soci si addivenne ad una transazione. Altri soci si rifi utarono e le somme furono riportate nelle passività dell’annata ponendo fi ne all’annosa questione. Malgrado ciò, tuttavia, le casse furono lasciate con saldo positivo, senza i famigerati crediti, di fatto, inesigibili. In quanto ai nuovi soci, quell’anno ne furono optati ben dodici. Tra costoro c’è più di qualcuno che ha già fatto il Presidente… Come i soci del tempo sicuramente ricorderanno, fu un’annata splendida, indimenticabile, forse. Avemmo relatori di gran calibro, da Magdi Allam a Marcello Veneziani, dal Colonnello Garofalo dei RIS di Parma al meteorologo prof. Maracchi, dal Direttore della sede di Firenze del Corriere della Sera (Ermini) all’Ambasciatore della Tunisia in Italia, dall’assessore all’ambiente della Regione Toscana (Claudio Del Lungo) all’indimenticabile serata con l’onorevole Giulio Andreotti durante la quale (in una location gremitissima ed appositamente scelta) si parlò della nostra amata Costituzione, in occasione del Suo sessantesimo anniversario.

In pratica il Club realizzò un “evento” al mese, scusate s’è poco. Ma il Club quell’anno pensò molto anche al territorio. Con l’aiuto e su suggerimento del caro amico Giampiero FOSSI fu recuperato e salvato l’archivio fotografi co del Comune di Signa; Su suggerimento del socio Fabio Braccianti, la “cassa della Beata Giovanna” fu fi nalmente restaurata e ricollocata nella chiesa dalla quale, un decennio prima, il nostro Club l’aveva portata via; su proposta del past President Attilio Carini furono aiutati i poveri del territorio con consistenti dazioni di denaro alla chiesa di Signa, in persona del Parroco don Gilberto.

Ma non è tutto, perché in quell’anno tutti i soci furono coinvolti (starei quasi per dire travolti) da ben tre “gite fuori porta”. La prima a Bolgheri (un fi ne settimana), la seconda a Venezia (un “lungo” fi ne settimana approfi ttando di un ponte) e la terza… In Crociera (per una settimana) nel Mediterraneo, da Civitavecchia a Savona, dalle Baleari a Tunisi, da Malta a Palermo. Che esperienza indimenticabile! E come non ricordare, poi, la rappresentazione teatrale tenuta nel Teatro di Campi? “CAVIALE e LENTICCHIE”, di Scarnicci-Tarabusi-Taranto. Il teatro era gremito sino all’inverosimile in ogni ordine di posti, ci fu gente che non fu fatta entrare per carenza di posti, i posti a sedere erano tutti occupati. Un successo incredibile! Ma ricordo ancora di una bellissima rappresentazione teatrale a “LE LAUDI” (IL CATALOGO, prima attrice Monica Menchi), con ingresso gratuito per tutti i soci. Ricordo di una serata in pizzeria prevista a pagamento da parte dei soci, dopo la visita al Museo Manzi, e che invece fu realizzata a titolo gratuito per tutti i soci presenti. Serate indimenticabili, insomma!

E come non ricordare, poi, che al RYLA di quell’anno furono inviati ben tre ragazzi e la conseguente spesa fu a totale carico del Club? In ultimo, ma non certo perché ultimo per importanza, mi piace ricordare un evento che defi nirei “storico”: la costituzione del ROTARACT del nostro Club. Quel Rotaract è stato un vero e proprio fi ore all’occhiello per il Club che negli anni ha dato tante soddisfazioni al Club e tanti riconoscimenti ha raccolto in giro per il Distretto ed oltre. Le spese di quella serata e di tutte quelle conseguenti alla costituzione del Club furono assunte in toto dal Club.
Questa è la storia di quell’annata! E tutto fi n qui rammentato (e certamente qualcosa m’è sfuggita) fu realizzato senza che le casse del Club ne risentissero e senza che ai soci fosse chiesto un contributo, ancorché minimo od una tantum! Tante volte mi son chiesta: quale fu il segreto che permise di far così tante cose, facendo tornare i conti? La risposta è semplice e, per certi versi, elementare! Il “colonnello Presidente” era abituato a far funzionare le “macchine amministrative”.

Egli si comportò da par Suo. Nessuno poteva effettuare qualsivoglia spesa senza il Suo preventivo consenso
Il Presidente, come detto, esercitava il controllo ed autorizzava ogni spesa, anche la più esigua ed il Tesoriere denominata il Can Mastino del Club ,pagava e riscuoteva. I ruoli godevano di reciproco rispettoso controllo: uno (il Presidente) disponeva (dopo aver sentito, ovviamente, il Consiglio Direttivo) e l’altro (il Tesoriere) eseguiva i pagamenti e riscuoteva le quote.

Il Presidente non ha mai toccato, direttamente, un euro del bilancio, ed il Tesoriere non ha mai deciso nulla. Il Tesoriere provvedeva alle riscossioni ed ai pagamenti e controllava, come un mastino, appunto, che nulla sfuggisse, per qualsivoglia motivo. Un altro motivo della più che soddisfacente gestione di quell’anno, ho sempre ritenuto essere il sistema di controllo dei presenti alle conviviali posto in essere dal Presidente
Questi, secondo me, i segreti della sana e corretta gestione di quell’annata. Semplici regole dettate dal cosiddetto spirito del buon padre di famiglia e pedissequamente osservate da tutti coloro che dovevano. Non lo nego, quando talvolta ritorno con la mente a quei giorni, a quell’annata, oppure mi ammiro il Paul Harris che ricevetti, il mio cuore si riempie di gioia e mi coglie, inesorabile, una gran bella e piacevolissima nostalgica malinconia della quale sento di dover pubblicamente ringraziare tutti coloro che me l’hanno procurata!

Viva il Rotary!

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