Colesterolo, longevità e cardiopatie, approfondimento con Giovanni Feminò

La Conviviale di giovedi’ 16 maggio 2019 Hotel Villa Medici: Colesterolo, longevità e cardiopatie. Relatore Dott. Giovanni Feminò. Nuove conoscenze scientifiche indicano che il colesterolo è indispensabile alle nostre difese immuni nella lotta contro le malattie cardiovascolari. Il vecchio concetto di colesterolo buono e colesterolo cattivo è inadatto a spiegare i meccanismi infiammatori presenti nelle malattie cardiovascolari. Queste ultime sono causate, non dal colesterolo, ma da stimoli di natura microbica, a prevalente partenza dal tratto oro-intestinale. E sia il colesterolo HDL, che LDL , in modo dinamico e coordinato, contribuiscono ad eliminare tali minacce microbiche.

La virulenza delle endotossine microbiche, a loro volta, danneggia la struttura e le funzioni delle lipoproteine, riducendo l’efficacia della risposta difensiva del colesterolo HDL ed LDL.

Da tali azioni biologiche, contrapposte, ha inizio una risposta immunitaria difettosa, con processi infiammatori subclinici, che nel lungo tempo non sempre riescono a bloccare la formazione e la progressione della lesione aterosclerotica.

Nell’arco degli anni, soprattutto, dopo i 50-60 anni, la capacità di sintesi del colesterolo e delle lipoproteine cominciano a diminuire. Ciò è conseguenza del diminuito assorbimento intestinale di nutrienti e, soprattutto, dalla persistente aggressione sistemica di ceppi patogeni della flora microbica oro-intestinale.

Emerge dalla letteratura scientifica, in sintesi, che l’alterazione dei livelli ed i cambiamenti strutturali delle lipoproteine, sono i primi eventi patogenetici delle malattie cardiovascolari.

Ciò diventa evidente solo nella età avanzata, quando iniziano i segni clinici della fibrillazione atriale e della insufficienza cardiaca e parallelamente diminuiscono i livelli di colesterolo HDL ed LDL.

In sintesi, il colesterolo è vittima della virulenza microbica e non è la causa del processo aterosclerotico, come false informazioni mediatiche tentano di farci credere.

Bisogna avere il coraggio di ammettere che abbiamo sbagliato bersaglio, avendo combattuto per lunghi anni il colesterolo con l’uso, anche aggressivo, delle statine.

Mentre, fondamentalmente, abbiamo trascurato le vere cause delle malattie cardiovascolari.

Tali nuove conoscenze e la rivalutazione delle funzioni del colesterolo (anche LDL) potranno essere utili , oltre che nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, anche nella riduzione della mortalità generale e nel prolungamento delle speranze di vita.

Ciò risulta dai dati clinici ed emerge, con evidenza inoppugnabile, dal fatto che senza colesterolo non è possibile la vita e le stessa capacità cognitiva.

In conclusione, le radici più profonde delle malattie cardiovascolari sono di natura microbiologica. Si rende necessario, quindi, un migliore riequilibrio nutrizionale a favore di colesterolo e lipidi, ed una più decisa lotta antimicrobica. Le notizie mediatiche mirate ad abbassare i livelli di colesterolo con vari integratori o con le statine sono da considerare erronee ed utili solo agli interessi dei produttori

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