Chi era Aldo Bolletti

Ho conosciuto il prof. Aldo Bolletti nel maggio 1997 a Firenze presso lo studio di un noto commercialista rotariano. Eravamo convocati una decina di persone con esperienze professionali diverse per incontrare, molti per la prima volta come me, questo distinto signore che incominciò a parlarci con tanto entusiasmo del Rotary e delle sue finalità.

Aldo Bolletti

Ma chi era questo professore? Conosciamo il suo percorso di studi e professionale.
Perugino di nascita, si laurea col massimo dei voti e lode a soli 25 anni in medicina e chirurgia a Perugia e subito dopo diventa assistente volontario al primario della clinica chirurgica del capoluogo umbro.
Passano due anni e lo vediamo nel ruolo di assistente alla cattedra di clinica chirurgica presso l’università di Firenze. Nel 1949 l’Italia gli sta stretta: vince una borsa di studio per perfezionare la specializzazione in anestesia come assistente presso la facoltà di medicina a Sheffi eld, in Inghilterra. Continuerà sempre lì a frequentare corsi di perfezionamento e tecniche di anestesia e rianimazione presso i centri ospedalieri di Londra, Bristol, Liverpool, Edimburgo.

Con una simile esperienza e competenza acquisita all’estero nel 1951, ad appena trent’anni, gli viene affi dato a Firenze l’insegnamento di anestesia e rianimazione presso la scuola di specializzazione in anestesia istituita proprio in quello stesso anno. Nel 1959 diventa primario di anestesia presso l’ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze. Ma non basta, ha la responsabilità di dirigere tante sale operatorie di cliniche, dalla ginecologia all’oculistica, urologia, cardiochirurgia.
L’equipe da Lui diretta consta di 31 aiuti e 27 assistenti e segue circa 18.000 malati l’anno, mettendosi sempre con umanità dalla parte del malato senza ergersi a ruolo di primario.
Nel 1985 organizza a Firenze, dirigendo la rianimazione, il primo prelievo multiorgano in presenza di morte encefalica.
Continua ancora nel ‘90 come libero professionista presso istituti privati.
Anche la sua attività scientifi ca è ricca di pubblicazioni (ben 95) frutto delle sue molteplici partecipazioni a congressi in Italia e all’estero.
E la sua attività rotariana?

Socio dal 1970 nel Firenze diventa presidente di club nel 1991. È Paul Harris Pietra Blu. Nel 1997 il governatore gli affi da l’incarico di creare un nuovo club, il nostro, il Firenze Bisenzio.

Il prof. Bolletti ci fece scoprire un mondo a me e ad altri ignoto, fatto di iniziative fi lantropiche, ci parlò dell’impegno del Rotary nella lotta contro il poliovirus, della Rotary Foundation, dei services e dell’amicizia rotariana al di sopra di ogni interesse.

Vidi che la cosa interessava un po’ tutti e l’opportunità che Lui ci dava di farci da tutor/ padrino e guidarci nella vita rotariana creando come soci fondatori un nuovo club nell’area medicea, suscitò in noi tutti una curiosità ed entusiasmo al contempo.

Bolletti ci seguiva, partecipava alle nostre riunioni dandoci consigli e mettendo a nostra disposizione la sua esperienza più che ventennale nel Rotary.
Grazie Aldo, sei sempre presente tra Noi.

Francesco Schillaci

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